Le sfide della finanza sostenibile secondo Consob

Nel primo Quaderno della Finanza Sostenibile l’autorità di vigilanza ha effettuato una rassegna sistematica dell'evoluzione della finanza a supporto dello sviluppo sostenibile
30/06/2021 | Paola Sacerdote

Dai rischi di green e socialwashing ai rischi di disallineamento delle valutazioni di mercato rispetto al valore fondamentale degli investimenti sostenibili, sono numerose le sfide legate alla finanza sostenibile per le autorità di vigilanza. Lo evidenzia Consob nel primo Quaderno della Finanza Sostenibile, dal titolo "La finanza per lo sviluppo sostenibile. Tendenze, questioni in corso e prospettive alla luce dell'evoluzione del quadro regolamentare dell'Unione europea".

 

L’autorità di vigilanza italiana ha effettuato una rassegna sistematica dell'evoluzione della finanza a supporto dello sviluppo sostenibile, con l'obiettivo di fornire una mappa concettuale concernente il ruolo dei vari attori del sistema finanziario, le dinamiche di mercato e gli spazi per una regolazione in grado di promuovere la considerazione dei fattori ESG nelle scelte degli attori finanziari.

 

Partendo dalle nozioni di sviluppo sostenibile e di finanza sostenibile, il lavoro ricostruisce l'evoluzione della corporate social responsibility e l'integrazione dei temi ESG nelle strategie degli investitori istituzionali e nelle scelte degli investitori retail, per poi passare agli intermediari dell'informazione e concludere con il ruolo dei mercati finanziari nella valutazione dei rischi e delle caratteristiche ESG.

 

L’analisi ha consentito di individuare alcune delle frizioni più rilevanti allo sviluppo della finanza sostenibile: innanzitutto la mancanza di un linguaggio comune per la descrizione di attività, prodotti e servizi finanziari sostenibili, ma anche l'insufficienza e la non comparabilità delle informazioni disponibili.  “Da questo fallimento del mercato discende la necessità di un intervento regolamentare, che a livello globale sta trovando il suo sviluppo più significativo nell'Unione europea” osservano gli autori del report, che evidenziano come da questo punto di vista il Piano di azione della Commissione europea del 2018 e le successive misure attuative siano incentrati sull'innalzamento dell'affidabilità e della comparabilità delle informazioni riguardanti la sostenibilità, proprio al fine di favorire una maggiore canalizzazione di risorse verso le attività sostenibili. La Commissione europea è inoltre intervenuta sulle regole di condotta degli intermediari nella prestazione dei servizi di investimento nonché su taluni meccanismi di corporate governance, mentre altre iniziative sono ancora in corso, come ad esempio quelle relative alla rendicontazione in materia di sostenibilità.

 

In questo contesto, le autorità di vigilanza dei mercati finanziari si dovranno misurare con molteplici sfide concernenti fra l'altro: il rischio di green/socialwashing; il rischio di disallineamenti delle valutazioni di mercato rispetto al valore fondamentale degli investimenti sostenibili e di brusche correzioni dei corsi associate all'accelerazione della transizione ecologica impressa dalla rapida evoluzione del quadro normativo in atto; l'innovazione finanziaria legata alla sostenibilità.

 

Lo studio osserva che per affrontare al meglio la transizione verso il paradigma della finanza sostenibile è sempre più importante che le autorità di vigilanza adottino un approccio proattivo ed evidence-based. È altresì importante promuovere le applicazioni della tecnologia, al fine di innalzare qualità e comparabilità delle informazioni su caratteristiche e impatto degli investimenti sostenibili, incoraggiare l'accesso al mercato dei capitali da parte di investitori e imprese orientati alla sostenibilità, favorire l'efficienza dei processi di compliance dei partecipanti al mercato rispetto ai nuovi obblighi normativi e dei processi di vigilanza da parte delle autorità.

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