La trasformazione dei mercati finanziari

Le politiche delle banche centrali hanno creato due anomalie del modello economico competitivo. L’analisi di AXA Investment Managers
29/05/2020 | Redazione Advisor

In questi anni la struttura dei mercati è cambiata notevolmente, rispetto a quelle che dovrebbero essere le loro funzioni primarie. Alessandro Tentori, cio di Axa Investment Managers, analizza le conseguenze di questa trasformazione, causata da “anni di politiche monetarie non-convenzionali, monopoli celati dal sipario della globalizzazione, nuovi debiti contratti per coprire un debito già al limite del sostenibile e politiche commerciali paragonabili a dichiarazioni di guerra”.

 

Tentori spiega che in teoria, i mercati finanziari svolgono sei principali funzioni: trasferimento di fondi (risparmi); aggregazione dell’informazione e coordinazione; efficienza; distribuzione del rischio; liquidità; determinazione dei prezzi. Lo strategist si sofferma su quest’ultimo punto, il più critico alla luce dell’evoluzione del modello di banca centrale. 

 

“I libri di testo ci insegnano a valutare uno strumento finanziario in base al cash flow  L’esercizio di valutazione tiene necessariamente conto di parametri importanti come il costo di finanziamento, il rischio di credito, la sensitività al mercato, ai tassi di interesse e così via. La politica monetaria interferisce in questo processo di valutazione su due dimensioni cruciali come il costo di finanziamento e il rischio di credito. Il costo di finanziamento è ovviamente legato ai tassi d’interesse ufficiali e più essi sono bassi, più saranno i progetti d’investimento “fattibili” sulla base del valore presente del cash flow. Il rischio di credito è invece legato allo sconfinamento del QE sui mercati di titoli corporate, una ingerenza probabilmente necessaria visto l’aumento vertiginoso dello stock di debito, ma che allo stesso tempo è fonte di perplessità per coloro che come noi valutano costantemente gli asset finanziari”.

 

Tentori avanza quindi l’ipotesi che i mercati finanziari di oggi siano affetti da due anomalie del modello economico competitivo. “Da un lato il “moral hazard”, che viene spesso associato all’opzione put delle banche centrali. Questa anomalia ha l’effetto di abbassare la percezione del rischio finanziario, perché nella valutazione di un asset dobbiamo prezzare anche la contromisura di politica monetaria nel caso di uno scenario negativo. A mio avviso, non si tratta più di una anomalia, ma è business as usual dal lontano Settembre 2008. La seconda anomalia viene chiamata selezione avversa e si ricollega al concetto di asimmetria informativa. Faccio notare come questa asimmetria si verifichi prima della transazione, perché una volta effettuato lo scambio al prezzo di equilibrio, il segnale per i mercati è da considerarsi valido”.

 

 Le conseguenze di questo cambiamento significativo dei mercati finanziari sono molto importanti, perché hanno un effetto sulla costruzione dei portafogli in investimento. “In questo nuovo mondo, le variabili “liquidità” oppure “bilancio della banca centrale” sono significative e devono essere considerate alla pari di variabili tradizionali come il rischio di credito e il tasso di interesse. L’analisi fondamentale, la tradizione accumulata in secoli di valutazione degli investimenti deve necessariamente tenerne conto, sia come amplificatore della performance che del rischio” conclude Tentori.

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