Aumentare (ma non troppo) il rischio in portafoglio

Nelle ultime settimane i mercati azionari hanno rallentato la corsa, ma si può iniziare ad essere più costruttivi nel medio termine. L’analisi di Natixis IM
16/07/2020 | Redazione Advisor

Nelle ultime settimane i mercati azionari hanno rallentato la corsa, a causa dei timori legati all’aumento dei contagi, ma si può iniziare ad essere più costruttivi nel medio termine. E’ la previsione di Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis IM Solutions.

 

Oltre ai timori di una recrudescenza della pandemia, uno degli ostacoli che i mercati azionari si trovano a dover fronteggiare è legato alla stagione delle trimestrali appena iniziata. “Gli utili del secondo trimestre ci indicheranno il punto da cui ripartire e ci aiuteranno a quantificare i danni. Le aspettative si attestano intorno ad un calo (degli utili) del 44% su base annua e dell’11,5% dei ricavi: qualsiasi risultato peggiore potrebbe zavorrare il sentiment” spiega Dwek.

 

“Con i mercati che prezzano uno scenario di ripresa, i recenti ostacoli hanno frenato la propensione al rischio, ma crediamo che l’impatto dei rischi non ne arresterà la corsa quanto, piuttosto, che ci sarà un graduale movimento al rialzo” sottolinea la strategist. “Infatti, è improbabile che le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina vengano meno prima delle presidenziali; ci aspettiamo una maggiore volatilità dato che i mercati prezzano naturalmente il più probabile vincitore ma, all’interno di un contesto dominato da un sentiment bearish, elevati dosi di liquidità e il supporto delle Banche centrali, riteniamo che le possibilità di flessione siano più contenute. Nonostante ciò, conserviamo un atteggiamento prudente e crediamo sia presto per rendere troppo aggressivo il posizionamento di portafoglio”.

 

I mercati obbligazionari stanno registrando un buon andamento. “I rendimenti del decennale americano sono scesi di 57 punti base dal picco del 19 febbraio scorso e si stanno attestando intorno allo 0,61% - comunque più in alto rispetto ai minimi storici dello 0,42%. Allo stesso modo, anche i Bund si sono ripresi e ora rendono -0,41%, in rialzo rispetto ai minimi storici di -0,85%. Considerati i continui timori, gli interventi delle Banche centrali e una ripresa che procede a ritmo lento, è probabile che i rendimenti obbligazionari rimarranno a lungo molto bassi”. Gli spread di credito hanno continuato a restringersi, più sull’high yield che in ambito investment grade. Gli spread dell’IG statunitense sono tornati a 141 punti base – in netto calo rispetto ai massimi di 373 punti base, mentre lo spread dell'HY a stelle e strisce si attesta a 582 punti base (rispetto ai massimi di 1100 punti base). Il restringimento è avvenuto anche nel Vecchio Continente, dove l’IG è passato dai massimi di 253 punti base ad un livello di 144 punti base e il segmento high yield da 919 a 518 punti base. “Riteniamo che gli spread dovrebbero modificare il proprio range nel breve periodo, ma potrebbero restringersi ulteriormente più avanti. Conserviamo una preferenza per l’investment grade rispetto all’high yield, poiché i rischi di default persistono e vediamo opportunità nel debito societario degli emergenti in valuta forte, dove c'è spazio per un’ulteriore compressione gli spread” prosegue Dwek.

 

“Nel complesso, continuiamo ad essere prudenti, anche se riteniamo che le possibilità di flessione siano ormai più contenute. Monitoriamo gli scenari di rischio e i tassi di ospedalizzazione nello specifico per capire se ci saranno nuove fasi di lockdown, ma, nel medio termine, manteniamo una prospettiva più costruttiva”.

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