L'Italia non è a rischio declassamento

Con tassi d'interesse ai minimi, gli elevati livelli di debito risultano accettabili sia per il mercato che per le agenzie di rating. La view di BlueBay
02/09/2020 | Paola Sacerdote

Sostenibilità del debito, in cui la crescita gioca un ruolo fondamentale; stabilità politica e minaccia dei partiti euroscettici; portata di ulteriori misure di supporto da parte degli organi dell'eurozona. Sono le tre aree chiave che secondo BlueBay AM vanno monitorate guardando all'Italia dal punto di vista delle prospettive per i mercati obbligazionari.

 

Per quanto riguarda l'andamento dei contagi da Covid-19, "nonostante il recente aumento del numero di nuovi casi tra la popolazione più giovane, il tasso di mortalità resta molto basso e i settori economici si stanno gradualmente normalizzando" spiega Neil Mehta, assistant portfolio manager di BlueBay. "In ogni caso, l’ipotesi di nuovi lockdown è stata esclusa dal Ministro della Salute e l’economia sta vedendo una ripresa rispetto al secondo trimestre, supportata dalla riapertura del settore dei viaggi e del turismo, che rappresenta il 13% del Pil domestico". 

 

A livello di aspettative per il prossimo futuro, "i PMI sono rimbalzati bruscamente a giugno e luglio, per poi tornare a livelli più moderati ad agosto, soprattutto nel settore dei servizi, dove l’occupazione resta debole. Detto ciò, i PMI manifatturieri hanno toccato il punto di massimo rispetto agli ultimi due anni, supportati dalla domanda domestica e dalle aspettative sulla produzione futura. A livello di Pil, nel secondo trimestre abbiamo visto un calo del 12,4% su base trimestrale e ci aspettiamo una contrazione del 10% nel corso del 2020, prima di un rimbalzo a +6% nel 2021 e +2,5% nel 2022. Tuttavia, con l’Italia che continua a mostrare alti livelli di deficit, l’inflazione rimarrà probabilmente contenuta, e ci aspettiamo che il rapporto debito/Pil si muoverà attorno al 165% nel 2022, rispetto all’attuale 135%".

 

Qualsiasi slittamento nelle politiche per la ripresa o ripristino dei lockdown potrebbe spingere questi numeri su livelli in cui la sostenibilità del debito diverrà nuovamente problematica. "Tuttavia," prosegue il manager, "livelli di debito così elevati non sono più anomali (ad esempio negli USA il debito è pari al 155% rispetto al Pil), e con i tassi di interesse che resteranno bassi per diversi anni, gli elevati livelli di debito risultano più accettabili sia per il mercato che per le agenzie di rating. Per questi motivi, è improbabile che le agenzie di rating declassino l’Italia nel breve termine, nonostante l’aumento del rapporto debito/Pil". 

Un'ulteriore fonte di stabilità è rappresentata poi dal supporto istituzionale dell'UE, "perlomeno fino a quando i programmi di acquisto di asset della BCE resteranno accomodanti e il Recovery Fund sosterrà la crescita". 

 

Infine sul fronte politico, "il Primo Ministro attualmente gode di una popolarità mai avuta da quando è in carica, e ciò ha allentato le tensioni tra i partiti della coalizione, PD e M5S, che ora dovrebbero presentarsi insieme alle elezioni regionali contro la coalizione di destra. Le prossime elezioni generali avverranno solo nel 2023, ma data la volatilità della politica italiana negli ultimi anni, non dovremmo sorprenderci del fatto che la coalizione di destra, che attualmente detiene il 40% dei consensi nei sondaggi popolari e che porrebbe maggiori sfide all’UE, sia pronta a farsi avanti, specialmente nel caso in cui la coalizione attualmente al Governo dovesse sciogliersi" conclude Mehta.

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