Oro in rialzo, occhi puntati sulle società minerarie

Secondo gli esperti di UBP, il settore dell’estrazione aurifera dovrebbe beneficiare di molteplici driver di performance tra cui l’aumento del prezzo dell’oro
16/10/2020 | Lorenza Roma

"Nonostante la correzione avvenuta nelle scorse settimane, restiamo convinti che l’oro attraversi tuttora un prolungato ciclo rialzista che dovrebbe riprendere slancio nel quadro dell’attuazione di nuove misure di stimolo a inizio 2021". E' quanto affermano Norman Villamin, CIO wealth management e Peter Kinsella, global head of forex strategy di Union Bancaire Privée (UBP). "La pausa offre agli investitori l’opportunità non solo di continuare a costruire posizioni sul metallo fisico dopo il forte rally dai minimi di marzo 2020, ma anche di tornare a concentrarsi sul settore dell’estrazione aurifera che dovrebbe beneficiare di molteplici driver di performance tra cui l’aumento del prezzo dell’oro", spiegano gli esperti.

 

Il mercato orso dell’oro del periodo 2012-18 ha innescato non solo un consolidamento ma anche una trasformazione del settore. Questo ha determinato un calo dei costi di produzione da un massimo di USD 1.200/oncia nel 2013-14 ai circa USD 900/oncia attuali, oltre il 50% in meno del prezzo spot corrente dell’oro. Tale evoluzione è stata sostenuta dalla flessione di lungo periodo del prezzo dell’energia iniziata nel 2014, quando l’Arabia Saudita ha dato inizio alla prima delle due guerre dei prezzi per contenere la produzione dei produttori di greggio ad alto costo. Con la combinazione di aumento dei prezzi dell’oro e riduzione dei costi dell’energia, i margini del settore hanno già raggiunto i livelli visti in occasione dei picchi precedenti. La sola espansione dei margini ha spinto la crescita degli utili del settore a un ritmo superiore a quello registrato all’apice del rally del 2000-2011. "Ciononostante, nei prossimi trimestri dovremmo assistere a un ulteriore catalizzatore degli utili. Il settore estrattivo è stato particolarmente colpito dal lockdown di inizio 2020", fanno sapere gli esperti di UBP. "La chiusura delle miniere in seguito alla diffusione del Covid-19 ha comportato uno stallo della produzione, vendite limitate e una crescita modesta degli utili. Con la progressiva riapertura delle miniere tra fine luglio e agosto, la prossima tornata di trimestrali dovrebbe consentire alla crescita dei volumi di diventare driver della prossima espansione degli utili del settore nei trimestri a venire, assieme ai margini ampi e ai prezzi elevati". 

 

Oltre alla ripresa della produzione, gli investitori potrebbero beneficiare di altri driver degli utili di medio termine. Questa dinamica emergente dei costi e dei margini è il segno di un potenziale nuovo regime di free cash flow per il settore, storicamente noto nei cicli precedenti per essere un consumatore piuttosto che un generatore di liquidità. In passato il comparto delle miniere d’oro nel complesso ha eroso valore per gli azionisti a causa di un impiego imprudente del capitale, di solito in prossimità del picco del lungo ciclo estrattivo, e della conseguente elevata volatilità delle azioni delle aziende del settore. Nell’attuale mercato toro, un investitore passivo in titoli di società minerarie sarebbe riuscito a sorpassare il rialzo di oltre il 45% del prezzo dell’oro dall’inizio del 2019 e quindi a più che raddoppiare l’investimento iniziale. "Di conseguenza, - precisano gli analisti - raccomandiamo un approccio attivo e una preferenza per titoli di qualità. Le società di royalty e streaming potrebbero offrire agli investitori un punto d’ingresso relativamente meno rischioso nel settore. Tali società forniscono ai produttori d’oro i finanziamenti iniziali in cambio di una quota della produzione aurifera o dei ricavi generati nell’ambito di uno specifico progetto".

 

Tuttavia, dato l’attuale abbondante free cash-flow di numerose aziende minerarie, è più difficile individuare progetti promettenti cui destinare capitale e si registra anche una maggiore concorrenza. "Un’altra opzione per gli investitori che entrano nel settore estrattivo è rappresentata da produttori di grandi dimensioni, ben gestiti e con un’attività diversificata. Tali società sono favorite dell’esposizione all’aumento dei prezzi dell’oro e grazie alle dimensioni e alla longevità riescono a mitigare i rischi derivanti da un’allocazione del capitale inadeguata", concludono Villamin e Kinsella.

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