La seconda ondata si abbatte sulla fiducia degli investitori

La flessione è stata dovuta principalmente dal calo di 17,4 punti registrato dall’indice europeo, che ha raggiunto quota 92,8, mentre quello nordamericano è sceso di soli 2 punti, a 76,8
29/10/2020 | Daniele Riosa

La recrudescenza della pandemia da Coronavirus deprime gli investitori. Secondo l’Investor Confidence Index® (l’indice, che misura la fiducia degli investitori a livello globale) di State Street Global Markets, nel mese di ottobre, la fiducia degli investitori a livello globale, è scesa a quota 80,1, un calo di 3,8 punti rispetto alle rilevazioni di settembre (83,9 punti).

La flessione è stata dovuta principalmente dal calo di 17,4 punti registrato dall’indice europeo, che ha raggiunto quota 92,8, mentre quello nordamericano è sceso di soli 2 punti, a 76,8. Al contrario, l’indice asiatico è salito a 91,7 punti dai precedenti 84,5.

Rajeev Bhargava, responsabile investor behavior research di State Street Associates, spiega che “ad ottobre si è registrato un calo della propensione al rischio, con un declino del sentiment guidato principalmente dagli investitori statunitensi ed europei, in scia alla brusca impennata della seconda ondata di infezioni da Covid-19, avvenuta simultaneamente in tutte le regioni, con un relativo incremento dei timori per la crescita”.

“È interessante notare – prosegue l’esperto - come l’Asia abbia visto una ripresa della propensione al rischio degli investitori, che potrebbe riflettere l’attuale capacità della regione di contenere il virus a livello locale. Tuttavia la tendenza a lungo termine del sentiment degli investitori globali rimane poco chiara ed è accompagnata dall’incertezza in merito alle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti”.

“Sarà importante vedere se la propensione al rischio si stabilizzerà a livello regionale a seguito dell’esito delle elezioni o se l’aumento dei contagi a cui stiamo assistendo resterà una forza trainante che continuerà a influenzare gli investitori nelle prossime settimane”, conclude Bhargava.

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