Italiani-Risparmio, la pianificazione non è una priorità

In occasione della 96ª Giornata Mondiale del Risparmio è stato presentata l’indagine annuale Acri - Ipsos “Gli Italiani e il Risparmio” dalla quale emerge che…
30/10/2020 | Marcella Persola

Incertezza, timore, tranquillità, liquidità, breve termine. Sono queste le parole d'ordine che fotografano il rapporto degli italiani con il risparmio, ormai oggetto di analisi da più di vent'anni. E' questo quanto rileva l'annuale indagine realizzata da Acri - Ipsos intitolata "Gli Italiani e il Risparmio" che sarà presentata quest'oggi in occasione della 96ª Giornata Mondiale del Risparmio, per la prima volta in diretta streaming.

 

Il clima degli italiani nei confronti dell’economia e del risparmio è caratterizzato da evidenti contraddizioni. Da una parte l'indagine rileva una ritrovata serenità e fiducia rispetto alla propria situazione economica, dovuta al senso di tranquillità indotto dal largo incremento del numero di risparmiatori e, forse, da un ridimensionamento delle aspettative. D’altra parte, è diffusa una preoccupazione generalizzata circa i destini non solo del proprio paese, ma dell'economia globale. Tutto ciò ha indotto e induce a una maggiore cautela nei consumi ma nell’investimento.

 

Ed è proprio nei confronti degli investimenti che si alimenta il gap tra chi sta velocemente riducendo la propria capacità di resistere alle difficoltà, mentre altri la stanno migliorando.

Ma vediamo nel dettaglio, cosa hanno risposto gli italiani, protagonisti dello studio. Nell'ambito della relazione tra risparmio e investimento, gioca ancora forte la liquidità, che in una situazione come quella attuale, per il 46% degli italiani è sinonimo di tranquillità, accentuando, rispetto al 2019, la ricerca di questa forma di autotutela in un contesto mutevole e insidioso.

 

Il risparmio, come già in passato, significa accumulo di liquidità per il 63% degli italiani, sebbene si osservi un progressivo crescente orientamento verso l’investimento di almeno una piccola parte del proprio denaro, ma gli asset prediletti, sono quelli cari agli italiani: il mattone (33%) o strumenti finanziari meno rischiosi (29%).

Si osserva come, alla base delle scelte d’investimento, prenda sempre più spazio la solidità del soggetto proponente (21%, +2% rispetto al 2019) e cresca l’attenzione a voler investire in modo finalizzato, con scelte che siano di sostegno allo sviluppo del Paese (17%, +2% rispetto al 2019), o che pongano al centro l’attenzione dall’impatto sociale e ambientale (22%).

 

Ancora bassa la percentuale di chi orienta i propri risparmi con una finalità. Se il 35% degli italiani risparmia senza pianificazione o precise finalità, il 65% risparmia avendo in mente progetti ed esigenze future ma solo il 28% nel lungo termine; il 38% lo fa con esigenze immediate.

E neanche a dirlo economia (basse prospettive per i giovani, lavoro instabile e mancanza di risparmi cumulati su cui contare) e salute sono le due grandi incognite da cui si cerca di rifuggire facendo però leva sulla rete parentale, prima di tutto, e sull’impegno a prevenire le malattie e a curarsi, ma non proteggendosi con investimenti o prodotti assicurativi. 

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