Cina, outlook positivo per gli investimenti grazie al ceto medio

Gli analisti di T. Rowe Price sottolineano che l’espansione di questa fascia di popolazione “è stata particolarmente favorevole per le aree dell’economia legate all’educazione e al consumo”
24/02/2021 | Redazione Advisor

“Oggi la crescita della Cina è alimentata principalmente dalla continua espansione del ceto medio abbiente, che è stata particolarmente favorevole per le aree dell’economia legate all’educazione e al consumo, come istruzione, turismo, assicurazioni e automotive”. Wenli Zheng, regional portfolio manager e Chris Kushlis, credit analys di T. Rowe Price, sottolineano che “anche l’e-commerce sta aumentando vertiginosamente”.

“La Cina – proseguono gli analisti - continua ad essere il più grande mercato retail online, con ricavi che dovrebbero superare i 14.000 miliardi di dollari nel 2024. Nello scorso anno, il 24,9% delle vendite retail totali nel Paese sono state effettuate online, contro il 20,7% del 2019. Allo stesso tempo, la Cina sta rispondendo al problema dell’invecchiamento della popolazione grazie a sviluppi farmaceutici. Con oltre 4.000 operatori, il Paese rappresenta il secondo principale mercato farmaceutico a livello globale, con un vasto potenziale di crescita alimentato dalle iniziative governative. La transizione economica ha determinato anche una minore importanza delle imprese a controllo statale, con il settore privato che ormai genera oltre il 60% del Pil. Ciò implica una maggiore attenzione a governance aziendale, trasparenza e qualità della gestione”.  

“Nel frattempo – sottolineano i gestori - il mercato cinese si sta aprendo sempre di più agli investimenti internazionali. La United Nations Conference on Trade and Development suggerisce che la Cina sia stata il principale beneficiario di investimenti diretti esteri al mondo nel 2020, con un aumento degli afflussi del 4% che ha portato il totale a 163 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, gli investimenti diretti esteri a livello globale sono calati del 42%.È improbabile che l’acquisto di azioni e bond cinesi rallenti nel breve termine. Secondo la People's Bank of China (PBoC), gli investitori stranieri sono arrivati a detenere la cifra record di ¥2.460 miliardi di titoli cinesi nel giugno 2020, un aumento del 50% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, i bond posseduti dagli stranieri sono aumentati del 27% raggiungendo il massimo storico di ¥2.570 miliardi”.

Ora che l’economia cinese è pienamente tornata ai livelli pre-pandemia, “le autorità hanno ricominciato a concentrarsi sulla riduzione del crescente indebitamento del Paese. Su questo fronte c’è ancora molto da fare, ma sono stati fatti diversi progressi. Negli ultimi mesi, la banca centrale ha anche adottato un atteggiamento più conservativo, che riflette il ritorno del Paese alla normalità. Dopotutto, la PBoC ha molte armi nel suo arsenale per assicurare la stabilità dell’economia cinese nel 2021 e oltre”.

“Siamo convinti – concludono gli economisti di T. Rowe Price - che nonostante le sfide e le trasformazioni in corso, la Cina possa rimanere un’economia caratterizzata da una forte crescita nei prossimi anni e le opportunità offerte in particolare dall’espansione del ceto medio continueranno a catturare l’attenzione degli investitori”.

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