Inflazione in ripresa e tassi bassi. Come posizionarsi?

Ramenghi (UBS): "In questo momento privilegiare il mercato azionario, con un particolare riguardo ai settori ciclici e a quelli che sono i mercati emergenti"
17/03/2021 | Lorenza Roma

In questa fase è preferibile non detenere eccessiva liquidità rispetto alle reali esigenze e privilegiare il mercato azionario, con particolare riguardo ai settori ciclici e ai mercati emergenti. Una componente satellite di investimenti illiquidi può contribuire a generare rendimenti e diversificazione. E' quanto emerge dall'analisi di Matteo Ramenghi, (in foto) chief investment officer di UBS WM Italy, sul tema della inflazione e della diminuzione dei tassi.

 

I rendimenti dell’obbligazionario nelle economie avanzate hanno continuato a scendere per oltre trent’anni fino a passare in territorio negativo per buona parte degli emittenti sovrani in Europa e ad approdare allo 0,5% lo scorso anno per il Treasury decennale degli Stati Uniti. Secondo il CIO, dietro la caduta dei rendimenti ci sono diversi elementi tra loro legati: l’invecchiamento della popolazione, una dura disciplina per quanto riguarda le finanze pubbliche, l’assottigliarsi della classe media e un’inflazione che si è confermata sin troppo bassa. La risposta a questi problemi per molto tempo è stata affidata alle sole banche centrali, che hanno usato gli strumenti a loro disposizione per far fronte alle crisi che si sono susseguite: tassi sempre più bassi e interventi di politica monetaria sempre più massicci per assicurare migliori condizioni di finanziamento ai governi e stimolare l’economia.

 

"Le conseguenze di queste politiche monetarie non hanno interessato solo le obbligazioni, ma hanno coinvolto tutte le asset class", ha spiegato Ramenghi. "Negli Stati Uniti come in gran parte d’Europa, il mercato immobiliare ha vissuto forti rialzi delle valutazioni grazie alle buone condizioni di finanziamento. Ridurre i tassi d’interesse significa anche ridurre il tasso di sconto con il quale gli investitori valutano le aziende e, di conseguenza, le quotazioni sui mercati azionari hanno beneficiato a loro volta del trend discendente dei tassi d’interesse. La tendenza sembra essersi invertita, almeno temporaneamente, a febbraio e molti investitori sono stati colti di sorpresa. Il rialzo dei rendimenti a lungo termine è stato causato da diversi fattori: l’accelerazione delle campagne vaccinali che dovrebbero consentire di allentare le restrizioni nel corso del secondo trimestre, l’aspettativa di una ripresa molto sostenuta nella seconda parte dell’anno e il rapido recupero dei prezzi delle materie prime", ha aggiunto il CIO.

 

"Per quanto riguarda la traiettoria dell’inflazione, nei prossimi due-tre mesi continuerà a crescere su entrambi i lati dell’Atlantico, per via sia del confronto con lo scorso anno, quando eravamo nel pieno della prima ondata, che del rapido recupero dei prezzi delle materie prime. L’inflazione potrebbe superare il target delle banche centrali di circa il 2%, ma ci aspettiamo che possa stabilizzarsi a partire dalla tarda primavera. Come ribadito più volte dal Presidente Jerome Powell, la Federal Reserve non reagirà a questi aumenti che considera temporanei, perché si concentra su obiettivi d’inflazione medi nel tempo", ha precisato Ramenghi.

 

"La riapertura delle economie nella seconda parte dell’anno porterà a un aumento degli utili aziendali, come già prospettato da numerose società in occasione della pubblicazione dei risultati di fine 2020. Per questo manteniamo una preferenza per il mercato azionario, in particolare per i settori ciclici e i mercati emergenti. Inoltre, all’interno di un portafoglio diversificato una componente satellite di investimenti illiquidi può migliorare i rendimenti e la diversificazione. Gli investimenti illiquidi come il private equity, le infrastrutture, il credito e gli immobili possono consentire di ottenere ritorni superiori a quelli dei mercati quotati – a fronte di rischi impliciti maggiori (liquidità, leva finanziaria, concentrazione) – incrementando la diversificazione verso società, crediti e asset diversi da quelli quotati", ha concluso il CIO.

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