Investire a metà ciclo, fondamentale essere selettivi

PIMCO privilegia un posizionamento di propensione al rischio con avveduta selezione dei settori e dei titoli nei portafogli multi asset
20/07/2021 | Lorenza Roma

"Il deciso rimbalzo seppur disomogeneo nei diversi paesi quest’anno verosimilmente cederà il passo a una crescita sincrona più moderata, ancorché ancora superiore al tendenziale, nel 2022. Prevediamo che non solo la crescita ma anche l’inflazione e il sostegno delle politiche modereranno il passo. La pandemia globale inoltre pare essere in ritirata", ha spiegato Geraldine Sundstrom, portfolio manager asset allocation di PIMCO. "Siamo dell’avviso che l’economia mondiale sia al momento a metà del ciclo e si lasci alle spalle i livelli massimi dei suddetti quattro fattori. Dal punto di vista dell’asset allocation ciò significa che gli attivi orientati alla crescita, come azioni e credito, possono ancora offrire rendimenti relativamente interessanti. Ci attendiamo tuttavia maggiore dispersione a livello di settore e area geografica. La differenziazione e la selezione bottom-up all’interno delle classi di attivo, a livello ad esempio di paese, settore ed emittente, sarà con ogni probabilità cruciale per conseguire validi rendimenti nel contesto corrente", ha aggiunto il manager.

 

"L’inflazione ha sorpreso al rialzo e innescato timori. Noi restiamo dell’idea che si tratti di un’impennata transitoria dovuta agli effetti base, ossia al confronto anno su anno, ai colli di bottiglia sul versante dell’offerta nonché a carenze temporanee, anch’essi previsti moderarsi nel 2022", ha sottolineato Sundstrom. "Dopo il picco quest’anno, i tassi di crescita dei mercati sviluppati ridurranno il passo rispetto ai livelli attuali ma in termini assoluti la crescita si manterrà elevata nell’orizzonte ciclico. La domanda inespressa, gli alti livelli di risparmio dei consumatori e sani coefficienti di leva delle imprese costituiscono un trampolino per una crescita trainata dal settore privato. Si configura dunque un contesto interessante per gli attivi orientati alla crescita. In generale, le nostre analisi indicano che siamo a metà del ciclo economico espansivo e crediamo che questo si rifletta nelle valutazioni azionarie. Storicamente in queste fasi del ciclo si sono osservati rendimenti robusti, ma differenziati, sui mercati azionari. Anche il credito tende a registrare rendimenti positivi in tali contesti ma spesso sottoperforma l’azionario su base corretta per il rischio. Il Dollaro americano invece tradizionalmente registra rendimenti negativi in tali fasi"

 

"Siamo sovrappesati sull’azionario, focalizzandoci sulle imprese che verosimilmente beneficeranno dei cambiamenti dirompenti di lungo termine sospinti dalla tecnologia, da fattori geopolitici e legati agli ESG", ha precisato il manager che ha aggiunto "Dal punto di vista geografico, prediligiamo Stati Uniti, Giappone e i mercati emergenti asiatici, dove si trovano molte delle suddette imprese. Nell’individuare i principali temi d’investimento e nella selezione dei singoli nomi, prestiamo grande attenzione agli aspetti legati ai fattori ESG. Per quanto riguarda i tassi sulla duration prevediamo di mantenerci prossimi alla base, con un modesto sottopeso rispetto ai nostri benchmark. Ci attendiamo che i tassi restino confinati in una banda di oscillazione ristretta nel prossimo futuro in quanto le banche centrali sono inclini a seguire un percorso lento verso una politica più restrittiva, benché al momento i livelli dei rendimenti siano probabilmente all’estremo inferiore del range. Ciò detto, prevediamo di regolare il posizionamento in chiave tattica al mutare dei livelli di mercato e siamo consci del potenziale beneficio di diversificazione offerto dalla duration nel contesto di portafoglio".

 

Sundstrom ha concluso dicendo: "Sul credito abbiamo un posizionamento di sovrappeso in modo selettivo, ponendo enfasi sulla selezione bottom-up degli emittenti. Continuiamo a privilegiare il credito legato all’immobiliare alla luce del robusto quadro dei fondamentali ma ravvisiamo opportunità selezionate nei mercati emergenti e nel credito societario nonostante gli spread compressi. Per gli attivi reali il nostro giudizio di base continua ad essere che il recente incremento dell’inflazione sia transitorio, tuttavia, a fronte degli squilibri di domanda/offerta e delle politiche di stimolo, il rischio di rialzo dell’inflazione è aumentato. Concentriamo l’esposizione agli attivi reali sui metalli industriali e sui fondi immobiliari, che dovrebbero beneficiare delle riaperture delle economie in corso. Sui TIPS al momento abbiamo un posizionamento neutrale in quanto i livelli di inflazione di pareggio implicita sono prossimi all’obiettivo di lungo termine delle banche centrali. Sul fronte delle valute il Dollaro americano appare costoso rispetto alla maggior parte delle valute dei mercati sviluppati ed emergenti e pertanto nei portafogli siamo sottopesati sul biglietto verde. Molte valute dei mercati emergenti appaiono particolarmente interessanti dal punto di vista delle valutazioni ma le sfide in atto sul fronte del Covid-19 in quelle economie impongono cautela".

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