Anima, verso un anno da record

La crescita manterrà un momentum molto positivo nel prossimo futuro. E' quanto emerge dall'outlook di Anima per il secondo semestre 2021
22/07/2021 | Lorenza Roma

Il flusso di dati più recente continua a dipingere il quadro di un’economia globale in forte accelerazione, con il PIL in crescita del 6,5% nel 2021. Tuttavia, la ripresa non è uniforme. E' quanto emerge dall’outlook di Anima per il secondo semestre 2021.

 

Per quanto riguarda l'azionario globalle, il rally dei mercati è stato significativo e nelle prossime settimane una correzione, ancorché non troppo profonda, è probabile. Nel medio termine, il contesto continua ad essere favorevole grazie al supporto offerto dai fondamentali. I mercati emergenti, pur sostenuti dallo scenario macro globale, potrebbero essere frenati da un mix di fattori, tra cui l’apprezzamento di breve termine del dollaro USA, che ne rende probabile una sotto-performance rispetto ai mercati sviluppati.

 

Nell'obbligazionario dei paesi sviluppati, dopo la fase di consolidamento del secondo trimestre, i tassi statunitensi dovrebbero tornare a salire, seppure non in modo disordinato e violento, complici gli sviluppi sul fronte macro, l’approssimarsi della fase di riduzione degli stimoli monetari e le valutazioni disallineate rispetto ai fondamentali. Il repricing in Area Euro sarà meno pronunciato. Mentre nell'obbligazionario dei paesi emergenti, nella seconda metà dell’anno, il contesto sarà moderatamente più costruttivo: le prospettive di crescita miglioreranno di pari passo con l’avanzamento delle campagne vaccinali, che dovrebbero lentamente recuperare il terreno perso rispetto ai paesi avanzati. Tuttavia, pressioni inflattive diffuse limiteranno lo spazio di manovra delle banche centrali, che potrebbero essere costrette a sacrificare una quota di crescita per controllare la risalita dei prezzi. Resta essenziale valutare il rischio idiosincratico di ogni paese.

 

Per quanto riguarda invece l'obbligazionario societario, il miglioramento del quadro macro/fondamentale e la ricerca di rendimento da parte degli investitori potrebbero giustificare un’ulteriore, modesta compressione dei premi al rischio per le fasce di rating più basse. Tuttavia, l’approccio gestionale è caratterizzato da maggiore prudenza e selettività, a fronte di possibili turbolenze legate all’andamento dei tassi governativi e del mercato azionario.

 

Scontato in buona misura il tema della ripresa globale, il ritracciamento al ribasso del dollaro si è interrotto dopo il FOMC di giugno, che ha spinto gli investitori ad anticipare il timing del primo rialzo dei tassi. Nel breve termine, la divergenza fra le politiche monetarie di Fed e BCE dovrebbe continuare a favorire il biglietto verde rispetto all’euro.

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