Cautela sugli investimenti rischiosi e più spazio ai bond

Con i tassi di interesse più alti e un contesto macroeconomico complesso, il mercato obbligazionario diventa sempre più interessante. L'outlook di PIMCO
21/11/2022 | Lorenza Roma

Un rapido cambiamento delle condizioni macroeconomiche nel corso del 2022 e l'impatto sui mercati finanziari ha alterato in misura significativa l'attrattiva relativa delle classi di attivo. I mercati stanno passando da un mondo “TINA” (there is no alternative, "non c’è alternativa" all’azionario) a uno scenario nel quale l’obbligazionario è sempre più interessante. Secondo l'outlook di PIMCO, con i tassi di interesse più alti a fronte di un contesto macroeconomico sfidante, è bene aumentare l'esposizione alle obbligazioni e mantenere un approccio cauto sugli investimenti più rischiosi.

 

"Nell’attraversare un periodo di inflazione elevata e di rallentamento economico, il nostro punto di partenza è di cautela", dichiarano Erin Browne, Geraldine Sundstrom (in foto) e Emmanuel S. Sharef parte del team Multi-Asset di PIMCO. "I modelli di PIMCO sul ciclo economico prevedono una recessione in Europa, nel Regno Unito e negli Stati Uniti l’anno venturo e le principali banche centrali stanno procedendo con determinazione nella stretta monetaria nonostante crescenti tensioni sui mercati finanziari. Anche l’economia è sottoposta a crescenti tensioni nei mercati sviluppati visto che la politica monetaria esplica i suoi effetti con uno scarto temporale e ci aspettiamo che questo si tradurrà in pressioni sugli utili societari".

 

"Pertanto manteniamo un sottopeso sull’azionario, tralasciamo i settori ciclici e privilegiamo la qualità nei nostri portafogli di asset allocation. Il potenziale di rendimento sui mercati obbligazionari appare convincente alla luce dei maggiori rendimenti per le diverse scadenze. Guardando ai prossimi 12 mesi e all’eventuale emergere di un contesto post-recessione, di inizio del ciclo, valuteremo una gamma di fattori macroeconomici e di mercato per orientarci riguardo alla tempistica e alle modalità per tornare a impegnarci sugli attivi rischiosi".

 

"Prima di tornare a considerare gli attivi rischiosi come investimenti interessanti attenderemo che cambino diverse condizioni che monitoriamo", aggiungono gli esperti. "Innanzitutto, per acquistare fiducia nelle stime di fair value, abbiamo bisogno di prove convincenti che l’inflazione abbia raggiunto il picco e che il tasso di interesse “privo di rischio” si sia stabilizzato. Con la Federal Reserve americana che resta determinata a domare l’inflazione, c'è tuttora rischio al rialzo per il ciclo dei tassi ufficiali e la banca centrale americana valuta attentamente il rischio di hard landing. Inoltre, crediamo che le stime degli utili societari a livello globale restino troppo alte e dovranno essere riviste al ribasso a mano a mano che le imprese sempre più registreranno fondamentali in deterioramento".

 

"Per i portafogli di asset allocation, un’importante conseguenza dei tassi più alti è che dal contesto “TINA” di condizioni favorevoli all’azionario si è passati a uno scenario cosiddetto “TARA” (there are reasonable alternatives) in cui ci sono alternative ragionevoli e l’azionario è sfavorito. I rendimenti degli utili azionari sono rimasti indietro rispetto all’aumento dei tassi, il che a nostro avviso è un altro segnale che l’azionario è costoso e rende gli altri attivi più interessanti in confronto. Accanto al potenziale di rendimento più alto, l’obbligazionario appare più appetibile anche a fronte delle nostre view macroeconomiche. Guardando al futuro, crediamo che gli investimenti obbligazionari tendano a essere resilienti in una recessione quando le banche centrali tipicamente riducono i tassi di interesse ufficiali".

 

"A nostro avviso, spiegano gli esperti - il reddito fisso è diventato più interessante rispetto alle azioni se si considera l'orizzonte secolare (a più lungo termine). Con la transizione dell'economia da decenni di globalizzazione a un mondo più frammentato in cui i governi e le aziende si concentrano sulla costruzione della resilienza, ci aspettiamo un'inversione di tendenza di alcuni dei venti di coda dell'era precedente per i rendimenti azionari".

 

Concludendo, il repentino mutamento delle condizioni macroeconomiche nel corso del 2022 ha portato in primo piano la cautela. "Noi di PIMCO crediamo che serva cautela in un periodo di inflazione elevata e rallentamento economico. Tuttavia, la volatilità sui mercati finanziari nel corso del 2022 ha creato diverse opportunità appetibili di investimento. Soprattutto, al momento riscontriamo ampie evidenze che forniscono solidi motivi di breve e lungo termine per investire in obbligazioni. I rendimenti più elevati di partenza hanno accresciuto il potenziale di rendimento di lungo termine, mentre le obbligazioni di qualità superiore dovrebbero riprendere il loro ruolo di componente affidabile di diversificazione rispetto all’azionario in una recessione. Crediamo che gli investitori debbano essere cauti e selettivi nell’approccio all’azionario, agli attivi reali e ad altri mercati a maggior rischio e puntare alle migliori opportunità su base relativa tra le diverse classi di attivo e all’interno di esse. Inoltre, sarà di cruciale importanza posizionare i portafogli in modo tale che abbiano un assetto capace di superare ulteriore volatilità e trarre benefici dalle dislocazioni nel prossimo ciclo economico", concludono gli esperti del team di PIMCO.

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