Le SGR ringraziano i mercati. Ma la raccolta stenta

Il 2019 è stato salvato dalle performance. Se si confronta l'andamento del settore rispetto al 2018 non si registrano variazioni nella top ten per patrimonio. Ma quando si guarda ai dati di raccolta ci sono due sorprese: entrambe estere.
18/02/2020 | Francesco D'Arco

Nel quarto trimestre 2019 la raccolta netta dell'industria del risparmio gestito si è attestata a 17.659 milioni di euro, chiudendo l'anno con un patrimonio complessivo di quasi 2.306 miliardi, un nuovo record storico. Sono questi in sintesi i dati contenuti nella mappa trimestrale del risparmio gestito elaborata da Assogestioni. Più nel dettaglio, la quota maggioritaria della raccolta (il 58,4%) si è riversata nelle gestioni di portafoglio, che hanno visto afflussi netti per 10.311 milioni, mentre le gestioni collettive hanno raccolto 7.347 milioni di euro, il 41,6% del totale. Nell'ambito di queste ultime, i fondi aperti hanno visto flussi positivi pari a 5.111 milioni di euro, mentre nei fondi chiusi gli investimenti sono stati pari a 2.237 milioni.

 

Scendendo ulteriormente nel dettaglio dei fondi aperti, gli investitori hanno privilegiato i prodotti obbligazionari, che hanno raccolto nel trimestre 5.197 milioni di euro, seguiti dai fondi azionari con 3.243 milioni e dai bilanciati con 2.007 milioni. Trimestre in rosso per i fondi monetari che hanno registrato deflussi per 3.372 milioni. Prosegue la leadership dei fondi di diritto estero, nei quali si sono riversati afflussi per 6.454 milioni, mentre prosegue il momento negativo dei fondi di diritto italiano, che hanno invece visto deflussi per 1.343 milioni.

 

A livello di singole società, a guidare la classifica per risparmio gestito si conferma il Gruppo Generali, con 530.550,8 milioni di euro, seguito dal Gruppo Intesa Sanpaolo con 428.550,5 milioni, mentre sul terzo gradino del podio si conferma Amundi Group con 197.596,4 milioni. A seguire troviamo Anima Holding, il gruppo Poste Italiane, BlackRock Investment Management, Pramerica, Allianz, il Gruppo Mediolanum e AXA IM, in una top ten sostanzialmente invariata rispetto al 2018, con l'eccezione dell'ingresso in classifica di Poste Italiane dovuta all'operazione straordinaria di conferimento alla sgr di gruppo del mandato istituzionale per la gestione del patrimonio di BancoPosta.

 

Tutte le società hanno visto un patrimonio netto in crescita rispetto all'anno precedente, beneficiando di un anno particolarmente positivo per i mercati, con asset class che hanno registrato performance anche a doppia cifra. Se però si osservano i dati di raccolta netta delle singole realtà emerge un quadro differente.

 

A fare la parte del leone nel 2019 è il Gruppo Intesa Sanpaolo, che grazie a una raccolta record nel quarto trimestre, che ha superato i 10.301 milioni, chiude l'anno con 13.426 milioni di euro di net inflow. Il Gruppo Generali, che nell'ultimo trimestre ha registrato un dato di raccolta negativa, con deflussi per 1.643,6 milioni, dovuti principalmente a flussi sui fondi monetari sia all’interno dei mandati assicurativi in gestione che per operazioni infragruppo, sull'intero anno ha raccolto 3.843 milioni di euro, posizionandosi al secondo posto dietro a Intesa. Da segnalare l'ottimo risultato di UBS e Morgan Stanley: i due colossi internazionali dell'asset manegement si posizionano subito dietro i due grandi gruppi italiani con una raccolta netta rispettivamente di 3.556 e 2.259 milioni di euro.

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