Elezioni USA, gli investitori sono troppo preoccupati

Fred Alger Management analizza la reale influenza dell'esito delle presidenziali USA sugli investimenti
28/10/2020 | Redazione Advisor

Le elezioni USA e il loro impatto sui mercati sono inquesti giorni al centro di un dibattito molto acceso. Più dell’83% degli americani dice di ritenere molto importante il voto, rispetto al 75% del 2016 (Fonte: Pew Research). "Tuttavia, questa elezione è meno importante per un portafoglio d’investimenti nei prossimi quattro anni di quanto gli investitori non suppongano oggi", spiega Brad Neuman, director of market strategy presso Fred Alger Management (La Française è il distributore privilegiato in Europa dei comparti della SICAV Alger).

 

Secondo le previsioni di mercato il dibattito presidenziale e la positività al virus del presidente in carica hanno spostato le possibilità di vittoria decisamente in favore di Joe Biden (65%) rispetto a Donald Trump (42%) (Fonte PredictIt al 4 ottobre 2020). Neuman afferma che vi sono alcuni indicatori emersi dalle precedenti elezioni presidenziali che consentono di trarre alcune considerazioni sulle chance di un candidato. Recentemente, gli USA hanno sofferto di una recessione – il che, secondo questo criterio, significa che un cambio di inquilino alla Casa Bianca potrebbe essere probabile. In secondo luogo, un tasso di approvazione superiore al 45% ha storicamente portato alla rielezione, ma la storia è meno netta quando questo valore scende al 40-45%. Attualmente il tasso di gradimento di Donald Trump è del 40-45%: pertanto è molto difficile fare una previsione.

 

Storicamente, l’andamento  dell’azionario americano è stato migliore sotto un governo “split”, o “spaccato” fra Camera dei Rappresentanti e Senato (+12%) che non sotto un governo “sweep” o “monocolore” (+9%). Secondo Neuman in un governo spaccato vi è meno incertezza ed è meno probabile che vengano approvate nuove leggi. Gli investitori sono preparati e hanno la sensazione di conoscere le regole del gioco poiché è improbabile che vengano approvate provvedimenti con un forte impatto sui mercati.

 

Secondo molti economisti le proposte di Biden potrebbero accelerare la crescita economica di 200 punti base. Neuman afferma che sebbene i due partiti possano avere ideologie divergenti, vi sono anche aree di comunanza politica che gli investitori dovrebbero riconoscere, come a proposito dell’abbassamento dei costi dei farmaci, l’onshoring e le infrastrutture. Il director ha inoltre identificato alcuni gruppi che crede possano vincere o perdere a prescindere da chi andrà al potere. I potenziali vincitori in entrambi i casi saranno le piccole e media imprese, la cybersecurity e le infrastrutture; il pharma è un potenziale sconfitto in entrambi i casi.

 

Quando Donald Trump fu eletto presidente nel 2016, annunciò la propria strategia “America First” e approvò leggi per ridurre le tasse al fine di sostenere le aziende nazionali. Se si osservano più da vicino le azioni dello S&P 500 con un’alta esposizione nazionale, è facile vedere come nell’ottobre 2017, quando fu approvato il taglio fiscale, la performance delle aziende nazionali, che avrebbero dovuto beneficiarne più di tutti, non migliorò. Così, un portafoglio con un focus sugli USA ottenne rendimenti significativamente inferiori di un portafoglio, ad esempio, orientato all’innovazione. Questo significa che innovazione e fondamentali sono molto più importanti della politica. Per concludere, secondo Neuman, gli investitori non dovrebbero essere influenzati dai risultati elettorali e dai trend di breve termine.

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