Enasarco, il Tribunale Civile di Roma stoppa il cda

Accolto il ricorso presentato da Anasf e da Fare Presto! La Corte ha sospeso l’efficacia della delibera assunta dalla commissione elettorale della fondazione del 28 dicembre con la quale è stato eletto il consiglio di amministrazione
23/04/2021 | Daniele Riosa

Il consiglio di amministrazione di Enasarco è stato de facto “congelato”. Il Tribunale Civile di Roma, sezione XVI Civile, infatti, ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla coalizione Fare Presto!, della quale Anasf fa parte, sospendendo l’efficacia della delibera assunta dalla commissione elettorale della fondazione Enasarco del 28 dicembre 2020, sulla base della quale è stato eletto il consiglio di amministrazione dell'Ente. Il presidente Anasf Luigi Conte e il consigliere nazionale Alfonsino Mei esprimono la soddisfazione dell’Associazione nazionale dei consulenti finanziari per la sentenza emessa il 22 aprile.

Proprio all’inizio di gennaio è cominciata la battaglia sull’elezione del 28 dicembre. Il 12 gennaio il presidente di Anasf Luigi Conte, aveva scritto una lettera ai soci spiegando che l’associazione avrebbe presentato ricorso “in ogni sede” contro il risultato del voto.

In quell’occasione, il numero uno di Anasf aveva spiegato che “dopo lunghi mesi di impegno di Anasf, prima nella campagna elettorale Enasarco, poi per il rinnovo degli organi di governo della Fondazione, mi preme informarti circa gli sviluppi della situazione di cui la stampa ha reso conto in queste settimane. La procedura elettorale di Enasarco prevede due turnazioni elettorali. Alla prima universale, a cui hanno partecipato tutti i consulenti finanziari e gli agenti e tutte le imprese preponenti, compete l’elezione dei delegati, in numero di 40 in rappresentanza degli agenti e di 20 in rappresentanza delle imprese, i quali delegati a loro volta sono legittimati a partecipare alla assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Ebbene all'esito della turnazione universale la lista Fare Presto, sostenuta da Anasf, ha ottenuto un ottimo risultato elettorale in quanto è risultata la più votata, tanto che in assemblea siedono, tra gli altri, i dirigenti Anasf Antonio Fricano, Fabrizio Forastieri, Fabio Antonini, Fabrizio Quaglio, Luigi Antonio Criscione e Gian Franco Giannini Guazzugli”. 

“Quanto all’elezione del consiglio di amministrazione – proseguiva Conte - mentre per i 10 consiglieri espressione dei consulenti e degli agenti non ci sono state sorprese rispetto ai risultati della prima turnazione, viceversa per l'elezione dei consiglieri (cinque) in rappresentanza delle imprese, la situazione è degenerata. Nonostante alla nostra coalizione spettassero tre consiglieri di amministrazione, lato rappresentanti delle imprese, e due alle forze di minoranza, a causa di una determinata combinazione di eventi, l’esito delle elezioni ha visto la proclamazione di un cda composto da consiglieri espressione della minoranza”.

Il presidente di Anasf aveva poi sottolineato che “il cda uscente dalla votazione del 23 dicembre, per come proclamato il successivo 28 dicembre, non rappresenta cioè l’effettiva volontà espressa dagli elettori nella prima fase delle elezioni, che ha visto attribuire alla nostra coalizione ‘Fare Presto’ la maggioranza dei voti espressi, né tantomeno l’elezione del presidente e dei vicepresidenti, effettuata a sua volta da quel cda, anzi solo da una parte dei consiglieri, può essere considerata espressione del voto degli iscritti”.

“Il risultato – rilevava il numero uno dell’associazione - è stato dunque la sovversione degli esiti elettorali. Questa situazione confligge con gli interessi di Anasf, la quale ha appoggiato il progetto ‘Fare Presto’ perché propugnava un deciso cambiamento della governance di Enasarco rispetto al passato, e in virtù degli elementi incresciosi che la hanno determinata (a titolo di esempio consegna tardiva di una lista elettorale, non conteggio del voto espresso da un delegato, gestione improvvida della riunione dell’assemblea e del successivo cda….) pone Anasf, insieme alla coalizione, nella necessità di agire, in ogni sede, contro una elezione non legittima, al fine di ripristinare la legittimità e la democrazia che riteniamo lesa e che la nostra Cassa Previdenziale esige, con l’obiettivo di salvaguardare il futuro della categoria tutta dei consulenti finanziari”.

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