Assogestioni, ecco le proposte per migliorare i PIR alternativi

L’associazione, in audizione alla Camera, chiede un intervento che possa potenziare il riconoscimento del credito d’imposta a fronte di minusvalenze derivanti da investimenti in questi prodotti
16/04/2021 | Daniele Riosa

Per Assogestioni i PIR sono cruciali per lo sviluppo delle PMI italiane. E’ quanto è emerso dall’audizione dell’associazione davanti alla decima Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per la promozione delle start-up e delle Pmi innovative mediante agevolazioni fiscali, incentivi agli investimenti e all’occupazione e misure di semplificazione.

Arianna Immacolato, direttrice fisco e previdenza di Assogestioni, come si legge nel comunicato dell’associazione, si è focalizzata sul lancio a maggio 2020 dei PIR alternativi. La specialista ha ripercorso le tappe dello strumento, definito un “importante passo a sostegno delle imprese di minori dimensioni anche grazie all’ampia formulazione della normativa, che consente che l’investimento dei PIR alternativi possa essere effettuato anche in imprese che siano start-up o Pmi innovative. Per valutare l’efficacia delle misure oggi esistenti abbiamo verificato i principi al riguardo indicati dalla Commissione Ue. Se raffrontiamo le linee guida della Commissione con quanto previsto ad oggi nel nostro ordinamento, gli elementi indicati sono tutti presenti. Per le persone fisiche che investono per il tramite di PIR alternativi in start-up e Pmi innovative il quadro normativo è desiderabile ed efficace”.

Ma, come si legge nella nota di Assogestioini, la piena efficacia di tali misure di incentivo richiede tuttavia un quadro regolamentare che consenta l’accesso al mercato dei capitali privati ad una più ampia categoria di investitori. Come sottolinea Immacolato “è importante che il quadro regolamentare degli investimenti sia tale da consentire all’investitore non professionale un più facile accesso al mercato di capitali. Per questo siamo in attesa di modifiche al decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze 30 del 2015, che dovrebbero prevedere una facilitazione all’ingresso nel mercato di capitali privati per investitori non professionali ai fondi di investimento alternativi riservati”.

In chiusura di intervento, Immacolato ha evidenziato: "È fondamentale che le agevolazioni siano stabili nel tempo. Riteniamo opportuno non intervenire troppo sull’impianto esistente se non con modifiche che possano fortificare le misure esistenti". Eventuali modifiche potrebbero essere introdotte “solo per potenziare e rendere più fruibili le misure già esistenti”, come nel caso di un intervento che possa potenziare il riconoscimento del credito d’imposta a fronte di minusvalenze derivanti da investimenti in PIR alternativi. “L’agevolazione oggi riguarda solo investimenti fatti entro il 31 dicembre di quest’anno, mentre i PIR alternativi stanno partendo ora”, ricorda Immacolato. Si tratta di strumenti che richiedono tempi più lunghi per poter essere lanciati, quindi bisogna anche saper attendere per valutare gli effetti di queste misure sulla raccolta”.

 

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