Consulenza: la Ue dice sì al divieto di incentivo

Raggiunto l'accordo politico sul testo della MiFID II tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Il divieto di ricevere commissioni ristretto ai soli consulenti "indipendenti". La palla ora passa all'Esma
15/01/2014 | Redazione Advisor

Raggiunto l'accordo politico sulle nuove regole europee per i mercati di strumenti finanziari. Le nuove norme sono raggruppate nella proposta di direttiva MiFID 2 sulla quale è stato trovato l'accordo tra Consiglio, Parlamento europeo e Commissione europea, dopo una lunga serie di trattative (il cosiddetto trilogo) durata per diversi mesi. 

Per quanto riguarda il nodo spinoso della "consulenza indipendente" in materia di investimenti, si legge nel comunicato della Ue, sia le parcelle (fee) sia i sistemi di remunerazione non devono contrastare con il principio di indipendenza e neutralità. In particolare, prosegue il comunicato, nella MiFID II la consulenza indipendente è nettamente distinta da quella non indipendente e le limitazioni riguardano le retrocessioni delle commissioni (incentivi).

Michel Barnier, commissario Ue per i servizi finanziari e il mercato interno, ha spiegato che "le nuove norme miglioreranno il funzionamento dei mercati dei capitali a beneficio dell'economia reale, segnando un passo avanti decisivo vero sun sistema finanziario più sicuro". La MiFID review, spiega Barnier, è una condizione per il ritorno della "fiducia degli investitori dopo la crisi finanziaria". Ora la palla passa all'Esma, che svilupperà in dettaglio l'applicazione delle nuove regole che verranno recepite poi nei vari ordinamenti nazionali.

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