Il Coronavirus si abbatte sui fondi pensione

Secondo la Covip, nel primo trimestre 2020, i fondi negoziali hanno perso il 5,2%, quelli aperti hanno avuto una flessione del 7,5%. In calo anche il patrimonio
19/05/2020 | Redazione Advisor

Il Covid-19 riduce rendimento e patrimonio dei fondi pensione complementari. Secondo quanto riporta la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, nel primo trimestre 2020, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno perso il 5,2%; mentre i fondi aperti hanno avuto una flessione del 7,5% e i Pip, i piani individuali pensionistici, di ramo III, caratterizzati in media da una maggiore esposizione azionaria, il 12,1%.

Per ciò che riguarda il patrimonio dei fondi negoziali, nel primo trimestre 2020, era pari a 53,7 miliardi di euro, in diminuzione del 4,3 per cento rispetto a fine 2019. Nei fondi aperti sono accumulati 21,6 miliardi di euro con una flessione del 5,7%, mentre 35 miliardi sono nei PIP (Piani individuali pensionistici) "nuovi" (-1,4 per cento).

Secondo la Covip, "i risultati del primo trimestre hanno risentito delle turbolenze dei mercati. I rendimenti del periodo sono stati pertanto negativi e di entità tanto maggiore quanto maggiore è la quota di portafoglio investita in titoli azionari. Rispetto all'andamento dei listini azionari, tuttavia, il sistema ha mostrato una tenuta di fondo".

Per le prestazioni, spiega l'authority, "al momento non c'è stato un aumento delle richieste, ancorchè in situazioni di difficoltà un aumento sia da ritenersi fisiologico". Anche per i flussi contributivi i dati di gennaio-marzo "sono in sostanziale continuità con quelli dello stesso periodo dell'anno scorso. Tuttavia, in considerazione della periodicità trimestrale con cui sono in genere versati i contributi ai fondi negoziali, appare presto per trarre valutazioni circa gli eventuali effetti della situazione congiunturale, che potrà essere più adeguatamente riscontrata nei prossimi mesi".

La Covip spiega che è stato però verificato come in alcuni casi siano state assunte iniziative volte a tener conto della situazione di difficoltà in cui possono versare le aziende di riferimento. Ci si riferisce in particolare alle decisioni, talvolta assunte mediante accordi sindacali, che consentono alle aziende del settore di ritardare il versamento dei contributi del datore di lavoro e del Tfr relativi al primo trimestre".

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