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24/01/2011

Si salvano in tre

di Italo Marchesi

Con 662 milioni di euro i fondi round-trip e cross border conquistano alla fine del mese di novembre il favore dei risparmiatori, un dato che porta il saldo di raccolta dell'intero 2010 per i fondi di diritto estero a quota 25,12 miliardi di euro. Ancora un mese di dimenticare, invece, per i fondi di diritto italiano che chiudono l'undicesima rilevazione dell'anno con un saldo negativo per oltre 3,2 miliardi di euro, portando a -20,8 miliardi il totale dei riscatti di tutto l'anno da poco concluso. I fondi di diritto estero gestiti da gruppi italiani sono riusciti a catalizzare investimenti per 379 milioni di euro. È invece di 283 milioni la raccolta dei prodotti cross-border. Nel complesso i fondi esteri chiudono temporaneamente il mese con un patrimonio che vale il 56,5% degli asset impiegati in fondi comuni di investimento, pari a 255 miliardi di euro.


A livello di singole categorie, alla fine di novembre, si salvano solo i fondi azionari e quelli bilanciati. I primi registrano un saldo netto positivo per oltre 263 milioni di euro, mentre gli strumenti bilanciati chiudono il mese con una raccolta pari a 116 milioni. Negativo il saldo per obbligazionari (-498 milioni), fondi di liquidità (-1,9 miliardi), flessibili (-402 milioni) e fondi hedge (-133 milioni). Se si considera l'andamento dell'intero 2010, però, sono i fondi obbligazionari ad aggiudicarsi la palma dei prodotti preferiti dai risparmiatori con una raccolta netta pari a 18,7 miliardi di euro. Maglia nera, invece, per i fondi di liquidità che perdono in undici mesi oltre 21,6 miliardi.


Complessivamente il sistema chiude il periodo di novembre con 2,6 miliardi di euro di riscatti, il secondo peggior mese dell'anno dopo maggio 2010 che segnò riscatti per oltre 3,48 miliardi di euro. Il saldo dell'intero anno rimane positivo per 4,24 miliardi di euro. A sostenere, comunque l'industria sono sempre i fondi di diritto estero che, a differenza di quelli italiani, dal quarto trimestre 2009 ad oggi non hanno mai chiuso in territorio negativo, raggiungendo un grande exploit proprio all'inizio dell'anno da poco concluso. Alla fine del primo trimestre del 2010, infatti, i fondi di diritto estero hanno messo a segno una raccolta netta positiva pari a oltre 11,07 miliardi di euro, seguita dagli oltre 5,98 miliardi del secondo trimestre e dai 6,18 miliardi del terzo. Mentre l'ultimo trimestre 2010, al momento della chiusura del giornale, è fermo a quota 1,88 miliardi di euro.


A livello di patrimonio gli asset totali si fermano a quota 450,6 miliardi di euro, contro i 453,9 miliardi del mese scorso. Si tratta di un calo importante che riporta il patrimonio dell'industria a livello di marzo 2010 e lontano dai quei 453 miliardi superati alla fine di settembre dell'anno scorso. Al momento il patrimonio totale gestito del 2010 risulta per il 77,6% nelle mani dei gruppi italiani, mentre il restante 22,4% fa capo ai gruppi esteri.


Andando a esaminare nel dettaglio i dati relativi alle singole società emerge subito un elemento poco confortante. A novembre, tra i primi dieci gruppi per patrimonio solo in tre riescono a chiudere il mese con un saldo positivo. Si tratta di Mediolanum, che raccoglie 176,3 milioni di euro, Bnp Paribas con 120,6 milioni di euro e Generali con 16,2 milioni di euro. Per quanto riguarda le altre realtà della top ten si segnalano i riscatti delle due big Intesa Sanpaolo e Unicredit. La prima chiude il mese di novembre con una perdita pari a 463,1 milioni di euro, mentre il gruppo Unicredit segna riscatti per 934,5 milioni di euro. Anche la terza banca a livello di risparmio gestito, UBI,  chiude l'undicesimo mese dell'anno con un segno meno, ma si ferma a quota -148,6 milioni.

È quasi doppia la perdita del gruppo Bipiemme (-292,5 milioni di euro), mentre Arca e Prima Sgr segnano rispettivamente riscatti pari a -137,7 e 77,7 milioni di euro. Chiude la lista delle dieci maggiori società del risparmio gestito il gruppo Azimut che segna, alla fine del mese di novembre, riscatti per 29,3 milioni.

 

Andando oltre la top ten si segnalano i 79,1 milioni di euro messi a segno da Credit Suisse, grazie soprattutto agli 84,2 milioni raccolti da Credit Suisse Fund Management SA, e i 30,1 milioni di euro di Jp Morgan Asset Management, sostenuti soprattutto dai 195,8 milioni di euro di Jp Morgan Investment Funds.

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