Consulenti (ex-promotori) & Albo Unico, interviene l'Unione Europea

L'Italia può scegliere di chiudere l'anno con la nascita della tanto agognata Casa della Consulenza. Oppure rimandare tutto al 2016 e muoversi sotto le "imposizioni" dell'Unione Europea.
29/09/2015 | Francesco D'Arco

L'Albo Unico della Consulenza Finanziaria ha le ore contate. Non solo per le dichiarazioni rilasciate recentemente dal vicepresidente della Commissione Finanze, Alberto Giorgetti, che ha lasciato intendere che entro la fine del 2015 l'agognato registro che riunirà sotto lo stesso tetto consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) e consulenti fee only vedrà la luce (Consulenti (ex-promotori) e Consulenti finalmente uniti). Ma anche perché dall'Europa è arrivato un invito ufficiale a procedere.

 

Mentre, infatti, in Senato si discute ancora della legge n.1559 firmata da Mauro Maria Marino (PD) - l'ultimo rinvio è datato 16 settembre - esattamente un mese prima - il 15 agosto 2015 - è entrata in vigore la Legge 9 luglio 2015 n. 44 (meglio nota come Legge di delegazione europea 2014). In sostanza, tale legge, impone al Governo di adeguare entro dodici mesi la normativa nazionale al fine di attuare una serie di atti dell'Unione Europea e di recepire alcune direttive, tra le quali anche la MiFID II. Ed è proprio nella parte dedicata a questa direttiva che spunta la sorpresa più interessante per il mondo della consulenza finanziario.

 

L'articolo 9, comma 1 lettera o) recita: "[Il Governo è tenuto ad] apportare le opportune modifiche ed integrazioni alle disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di consulenti finanziari, società di consulenza finanziaria, consulenti finanziari (ex-promotori finanziari), assegnando ad un unico organismo sottoposto alla vigilanza, anche di tipo sanzionatorio, della CONSOB, ordinato in forma di associazione con personalità giuridica di diritto privato, la tenuta dell'albo, nonché i poteri di vigilanza e sanzionatori nei confronti dei soggetti anzidetti, e ponendo le spese relative all'albo dei consulenti finanziari a carico dei soggetti interessati; dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente lettera non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica né minori entrate contributive per la CONSOB". E il tutto dovrà avvenire obbligatoriamente entro l'inizio di maggio 2016, ovvero almeno due mesi prima del recepimento in Italia della MiFID II, fissato per il 3 luglio 2016.

 

Insomma, l'Italia può scegliere di chiudere l'anno con la nascita del tanto agognato albo senza annunciare l'ennesima proroga per i consulenti finanziari fee only (che, ricordiamolo, dal 2007 operano grazie alle continue proroghe approvate dal governo), e nel 2016 lavorare per limare i dettagli magari del nuovo statuto del futuro Organismo. Oppure rimandare tutto al 2016 e correre all'ultimo minuto per rispettare le imposizioni dell'Unione Europea. Ma in questo caso il rischio di perdersi nella cura dei dettagli è decisamente più alto. Una cosa è certa: consulenti (ex-promotori), fee only e società avranno il loro albo.

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