Mercato europeo: cresce l'appetito per gli alternativi

La crisi sanitaria innescata dalla pandemia Covid-19 ha dimostrato chiaramente che non è sempre possibile fare affidamento su asset tradizionali per una diversificazione efficace, a dirlo gli esperti di Cerulli Associates
06/10/2020 | Greta Bisello

Cresce la voglia di investimenti alternativi nel mercato europeo. La crisi sanitaria innescata dalla pandemia Covid-19 ha dimostrato chiaramente che non è sempre possibile fare affidamento su asset tradizionali per una diversificazione efficace. Lo affermano gli esperti di Cerulli Associates in una delle ultime analisi.

 

Il sell-off di marzo ha inoltre messo in guardia sui modelli di correlazione tra le diverse asset class che avevano incarnato delle certezze fino quel momento. 

Per mitigare l'impatto e l'effetto a cascata, molti gestori di fondi multi-asset hanno ampliato la loro esposizione ad attività alternative al fine di mantenere la diversificazione.

"Cerulli si aspetta che il fascino di alternative che forniscono basse correlazioni con gli asset tradizionali, come immobili, private equity, venture capital, strategie di copertura, metalli preziosi, debito infrastrutturale e valute, continuerà a crescere", afferma Justina Deveikyte, direttore associato, ricerca istituzionale europea, presso Cerulli.

“Con le attività che continuano a mostrare correlazioni di rendimento più elevate del solito, si ritiene che le relazioni tradizionali delle classi di attività possano essersi spostate in un'ottica di più lungo termine. Quello che è stato definito il "rally di qualsiasi cosa ha chiarito quanto siano diventati correlati asset class, strategie e mercati, alimentati dallo stimolo monetario e fiscale globale", aggiunge Deveikyte.

 

Il report di Cerulli inoltre afferma che alcuni asset alternativi sono stati colpiti dalla volatilità legata alla pandemia. Tuttavia, se un portafoglio è davvero diversificato allora la volatilità sarà una media tra le diverse asset classet e non con un peso specifico per ciascuna. 

Come spesso accade, molto dipende dalle capacità del singolo gestore di combinare insieme diversi fattori di rischio-rendimento così tra trarre davvero vantaggio producendo una reale diversificazione. 

 

Ma come sottolinea Deveikyte, “È più facile a dirsi che a farsi. La crescente domanda di alternative crea i suoi problemi, comprese valutazioni più elevate e problemi a lungo termine come oneri elevati, scarsa liquidità e preoccupazioni sulla trasparenza, che devono ancora essere affrontati in modo soddisfacente".

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