USA, prospettive rosee per il 2021

Quest’anno l'economia statunitense presenterà opportunità che gli investitori non possono permettersi di perdere. La view di 4 esperti
11/01/2021 | Daniele Riosa

Il countdown è iniziato. Mancano infatti pochi giorni all’insediamento di nuova presidenza di Joe Biden alla Casa Bianca. Il 20 gennaio il candidato democratico assumerà a tutti gli effetti la guida del Paese la cui crescita economica dipenderà sia dalla politiche che lui stesso adotterà, ma soprattutto sarà pesantemente influenzata dall’evoluzione della pandemia da Covid-19.

Emilio Franco, amministratore delegato di Mediobanca Sgr, spiega che “l’evoluzione della pandemia dovrebbe continuare a dominare lo scenario economico anche nel 2021 (almeno nel primo semestre). Fino a quando non sarà commerciabile su larga scala un vaccino efficace non potranno essere escluse nuove battute d’arresto dell’attività economica, difronte a nuovi picchi di infezione. Nel 2021, l’economia mondiale tornerà a crescere, spinta da Cina e Stati Uniti. Il consensus stima un rimbalzo pari a 5.2% a/a, dopo un calo a -3.8% a/a nel 2020. La crescita sarà disomogenea tra aree geografiche e settori, in quanto la pandemia ha colpito in modo differenziato Paesi ed imprese. Non riuscirà ad assorbire completamente gli alti tassi di disoccupazione creatisi durante l’anno in corso sia nelle economie avanzate che in quelle dei mercati emergenti. Sarà accompagnata da una progressiva ripresa del commercio internazionale, favorita da un ritrovato bilateralismo sotto la nuova presidenza Biden”.

Per l’esperto “le spinte inflazionistiche provenienti dall’eccesso di moneta in circolazione non dovrebbero tradursi in eccessive spinte al rialzo dei prezzi, finché perdureranno le strozzature alle catene di produzione e la debolezza della domanda interna. Le banche centrali continueranno ad essere accomodanti e a supportare la ripresa dell’attività economica, nel tentativo di fare da ponte tra l’economia pre-covid e quella post pandemia”.

Diego Franzin, co-founder and senior portfolio manager/head of portfolio strategies di Plenisfer, ritiene che “l'economia globale andrà progressivamente migliorando, con gli USA che partecipano, ma non guidano, la ripresa che sarà favorita dalla ripartenza del commercio globale e dalla minore tensione fra USA, Cina, Europa. Ripresa che ci aspettiamo essere, nel migliore degli scenari, non omogenea e che dovrà fare i conti con il grosso livello di indebitamento e una potenziale riapparsa dell’inflazione. Le banche centrali continueranno nella loro azione di sostegno dell'economia, ma dovranno anche iniziare a pensare ad un piano di rientro dell'immenso ammontare di debito emesso nel 2020”.

“In questo quadro – precisa Franzin - rimaniamo cauti sull'esposizione al mercato americano sia per quanto riguarda l'azionariato che il credito e la valuta, se non per casi individuali di stock/bond picking. In generale, in una logica multi asset total return, entrando nel 2021 preferiamo un'esposizione ad Emerging Markets ed Europa rispetto a USA”.

Secondo Kurt Schappelwein, responsabile strategie multi-asset di Raiffeisen Capital Management, “le prospettive per gli Stati Uniti per il 2021 sono rosee, sia per quanto riguarda l'economia che i mercati finanziari. L'economia è in fase di ripresa, anche se a un ritmo lento. Il sostegno fiscale è ancora necessario. L'attuale fase di transizione legata alla presidenza non è utile a questo proposito, poiché potrebbero verificarsi dei ritardi. Alla fine comunque il governo inietterà molto denaro nell'economia nel 2021. Il calo del PIL non sarà probabilmente recuperato completamente entro la fine del 2021, poiché il mercato del lavoro si riprenderà solo lentamente”.

“Tuttavia – continua Schappelwein - ciò che conta di più è soprattutto lo slancio dell'economia, che è positivo. L'inflazione dovrebbe rimanere al di sotto dell'obiettivo, spingendo la Fed a sostenere la ripresa con ulteriori acquisti di asset. A conti fatti, il fattore più importante sarà il calo di incidenza del virus come risultato delle campagne vaccinali. Con meno restrizioni, nel corso del 2021, l’economia si rafforzerà e la crescita potrà avvicinarsi al 4% nel 2021.

Sulla base di questi presupposti macroeconomici cosa attendersi sui mercati finanziari statunitensi? “I mercati azionari – risponde il manager - hanno ampi margini di crescita. Oltre a quanto sopra descritto, merita di essere menzionata la ripresa degli utili aziendali come importante fattore propulsivo. Il mercato obbligazionario potrebbe, invece, essere leggermente penalizzato, poiché ci aspettiamo una moderata tendenza al rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro americani. Nel comparto del reddito fisso preferiamo i segmenti a spread come le obbligazioni societarie. Il dollaro USA continuerà a indebolirsi, anche se a un ritmo più lento rispetto al 2020. Infine, anche in tema di materie prime il nostro outlook resta positivo. Per diversi motivi ci aspettiamo che le materie prime legate all'energia, così come i metalli preziosi e industriali, registrino una tendenza al rialzo nel corso del 2021”.

Jeremy de Pessemier, senior investment strategist di State Street Global Advisors, mette in luce come “Mentre l'economia globale ha dimostrato di avere una certa capacità di ripresa sulla scia dello shock pandemico, gli Stati Uniti sembrano essere nella posizione migliore per affrontare le sfide future, sostenendo nel contempo danni relativamente minori a lungo termine rispetto ai loro omologhi globali. In effetti, l'economia statunitense ha sovraperformato durante la recente crisi e nella ripresa fino ad ora, la contrazione del PIL statunitense di quest'anno, pari a circa il 3,7%, sarà notevolmente meno acuta rispetto a cali di oltre il 9% nel Regno Unito e di circa il 7% nell'Eurozona”.

Per questo de Pessemier ritiene che “l'economia statunitense presenterà opportunità che gli investitori non possono permettersi di perdere. Al di là della sovraperformance a breve termine, l'economia statunitense gode di una dinamica di crescita potenziale favorevole rispetto al resto del mondo e, di conseguenza, dovrebbe rimanere una destinazione d'investimento interessante anche nel tempo. E mentre gli investitori dovrebbero tenere attentamente conto dei potenziali rischi, le nostre attuali prospettive per le azioni continuano ad essere cautamente ottimistiche, e preferiamo ancora le azioni USA, che rappresentano la nostra posizione di maggiore convinzione”.

“Le aspettative di guadagno e di vendita rimangono forti per gli USA, mentre lo slancio dei prezzi continua a contribuire a compensare le valutazioni più deboli”, conclude il senior investment strategist di State Street Global Advisors.

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