State Street e UBS, matrimonio in vista?

Secondo il Wall Street Journal i due colossi sono in trattativa per la fusione delle loro divisioni di asset management
14/12/2020 | Paola Sacerdote

State Street e UBS Group sono in trattativa per una possibile fusione delle loro divisioni di asset management. Lo rivela un articolo del Wall Street Journal pubblicato lo scorso venerdì, citando fonti informate dei fatti.

 

Il quotidiano finanziario riporta che le due società avrebbero iniziato i colloqui a inizio anno, e in estate sembravano vicine ad un’intesa. Non è chiaro il motivo per cui l’accordo non si sia concretizzato allora, ma le due parti sono comunque rimaste in contatto.

 

Sempre secondo il WSJ, State Street aveva assunto Goldman Sachs Group per vagliare le opzioni riguardo a State Street Global Advisors, la divisione dedicata ai servizi di investment management, e i vertici di State Street avevano concluso che l’attività deve espandersi per poter rimanere competitiva. Il perseguimento di una joint venture con un'altra azienda è emerso come il percorso preferito da seguire e State Street ha contattato diversi potenziali partner.

 

Il piano di State Street ha attirato l'interesse di UBS, rilanciando un dialogo che le due banche avevano iniziato quasi dieci anni prima. I due istituti avevano infatti già preso in considerazione un legame simile nel 2012, quando molte società finanziarie erano alla ricerca di accordi per accelerare la ripresa dalla crisi finanziaria del 2008-2009.

 

State Street Global Advisors gestisce più di 3 trilioni di dollari e sul mercato è uno dei principali provider di exchange-traded fund, strumenti a basso costo nei quali la società è stata pioniere. Ma le stesse forze che gli ETF di State Street hanno contribuito a scatenare - la digitalizzazione di un settore abituato a grossi margini di profitto - hanno ora ridotto il costo di molti servizi di investimento a zero o vicino allo zero, e hanno costretto i gestori e gli intermediari a tagliare drasticamente le commissioni.

 

Si tratta di un contesto sfidante per tutto il settore, e che ha spinto molte società finanziarie, da Franklin Resources e Invesco, a Morgan Stanley, Charles Schwab Corp. e JPMorgan Chase & Co., a rafforzare i loro business di asset e wealth management attraverso delle acquisizioni. Un trend di consolidamento destinato probabilmente a proseguire nei prossimi anni.

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