AIFMD: un passo in avanti nel recepimento della direttiva

Il cdm ha approvato su proposta dei ministeri dell'Economia e degli Esteri lo schema di decreto legislativo per l'adozione nell'ordinamento nazionale delle norme europee che riguardano i gestori di fondi alternativi
05/12/2013 | Massimo Morici
Semaforo verde allo schema di decreto legislativo di recepimento della AIFMD. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro per gli affari esteri, Emma Bonino con come co-proponente il Ministero dell’Economia e delle finanze, rappresentato dal Viceministro Stefano Fassina, lo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2011/61, sui gestori di fondi di investimento alternativi. 

Lo scorso 22 luglio era scaduto il termine di recepimento negli ordinamenti nazionali della direttiva europea e nella stessa data era entrato in vigore anche il Regolamento delegato (231/2013), che contiene disposizioni attuative della AIFMD in tema di deroghe. In quell’occasione Consob e Bankitalia avevano pubblicato un documento congiunto, secondo un’impostazione condivisa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per fornire “alcuni chiarimenti ed indicazioni tesi a chiarire le regole applicabili dal 22 luglio 2013 e sino all’entrata in vigore delle disposizioni nazionali di recepimento della AIFMD", ricordando che "il contenuto del Regolamento “risulta sostanzialmente coerente con la normativa regolamentare nazionale attualmente vigente”.
 
Assogestioni, in merito, ricorda che lo schema di decreto, che ora dovrà passare al vaglio delle Commissioni parlamentari, condivide la proposta della Task Force AIFMD dell’associazione dei gestori, che prevede tra gli altri punti l’intruduzione di un nuovo veicolo d’investimento, le SICAF. Ricordiamo che in base alle nuove norme europee, potranno commercializzare liberamente in tutta l’Unione Europea, nei confronti di investitori professionali, fondi di investimento alternativi da essi gestiti e potranno gestire fondi alternativi riservati a investitori professionali negli altri paesi dell’Unione Europea su base transfrontaliera o con stabilimento di succursali.
 

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