Threadneedle continua a credere nei titoli growth

La recente rotazione è solo una correzione temporanea che offre opportunità di acquisto tra le società caratterizzate da una crescita di qualità e fondamentali interessanti, spiega il gestore William Davis
17/06/2014 | Massimo Morici

I titoli growth che avevano riscosso grande successo l'anno scorso hanno recentemente perso il favore del mercato. Qual è la motivazione alla base di questa tendenza e quali le potenziali ripercussioni per gli investitori? Secondo William Davis (nella foto), responsabile azioni globali di Threadneedle, la recente rotazione è solo una correzione temporanea che offre opportunità di acquisto tra le società caratterizzate da una crescita di qualità e fondamentali interessanti, tra cui figurano utili in aumento e generazione di cash flow. Gran parte di 140 miliardi di dollari riversati negli USA nel 2013, spiega il gestore, "è stata investita in titoli di buona qualità di società ad alta capitalizzazione e caratterizzate da ottime prospettive di crescita, sebbene alcuni investitori abbiano inseguito guadagni in titoli growth più speculativi del settore di internet e delle biotecnologie, una tendenza che si è poi sviluppata in tutto il mondo con i titoli internet cinesi".
 

"A marzo - prosegue il gestore - il tono restrittivo delle dichiarazioni della nuova presidente della Fed, Janet Yellen, ha messo in allarme i mercati. La correzione è stata trainata dai titoli growth speculativi, e in misura minore da quelli di qualità, che avevano registrato buone performance. Al fine di ridurre il rischio, gli investitori si sono riversati sui poco amati titoli value di tipo difensivo. Pertanto le società che avevano evidenziato un andamento relativamente deludente, presentavano i rating più bassi e godevano del maggior interesse da parte degli short seller hanno recentemente messo a segno le migliori performance".

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In questo scenario, qual è la strategia di Threadneedle? "Sebbene alcuni dei titoli che avevano registrato le migliori performance, in particolare nei settori delle biotecnologie e della tecnologia, fossero divenuti sopravvalutati, non vi sono molti elementi per suggerire che si fosse sviluppata una bolla nei titoli growth in quanto categoria generale. Inoltre molte società interessanti nei settori della tecnologia e dei beni voluttuari hanno subito correzioni indiscriminate in quanto gli investitori hanno risposto alle difficoltà di breve termine riducendo il rischio" risponde Davis.

In particolare, l’asset manager britannico ha adottato un’ottica di medio termine, piuttosto che seguire i temi caldi: sfruttando la debolezza delle quotazioni, ha incrementato le posizioni in titoli quali Gilead, Google, Estee Lauder, Priceline.com, Facebook, Visa e MasterCard. "Ciascuna di queste società gode di una forte posizione di mercato e dovrebbe conseguire una crescita redditizia negli anni a venire, sostenuta da un contesto strutturale favorevole" conclude Davis. 
 
 
 

 

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